venerdì 6 agosto 2010

Consigli non richiesti a sceneggiatori cinematografici in erba/1



















I corsi e le scuole di scrittura sono utili per conoscere gli addetti ai lavori e creare dei contatti.
I manuali possono essere utili anche per imparare a scrivere una sceneggiatura.
Quelli americani che vale la pena di leggere sono, a mio modo di vedere, cinque e sono stati - tutti tranne uno - tradotti in Italiano.
Li elenco per coloro che fossero interessati all'argomento:
Syd Field: "La sceneggiatura" - Lupetti.
John Truby: "Anatomia di una storia" - Dino Audino editore
Robert McKee: "Story" - International Forum Edizioni.
LInda Seger: "Come scrivere una grande sceneggiatura" - Dino Audino Editore
Blake Snyder: "Save the cat!" - Michael Wiese Productions
Ognuno di questi cinque autori ha un'idea diversa e ben precisa su come si debba scrivere una sceneggiatura. Varrebbe la pena di leggerli tutti, per poi, a quel punto, fare di testa propria.
C'è anche un manuale derivativo, ma molto valido, che mette in campo tutti i punti di vista di cui sopra riunendoli, semplificati, in un unico volume. Lo ha scritto Luca Aimeri e si intitola: "Manuale di sceneggiatura cinematografica". E' edito da UTET.
I libri fin qui elencati spiegano come fare per strutturare una storia e creare dei conflitti e dei personaggi interessanti. Ma c'è un libro da cui non mi separo mai e che consiglio a chiunque voglia fare questo mestiere. E' in inglese, ma poco importa visto l'argomento. Si intitola "The Hollywood standard", è stato scritto da Christopher Riley ed edito da Michael Wiese Productions. Illustra come si scriva materialmente una sceneggiatura, cosa vada descritto e cosa no, come si debbano indicare i flashback e i suoni, una sequenza sogno piuttosto che una montage.

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